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Gino Marotta - Pioggia artificiale

Metacrilato e luce artificiale (neon), 1969 /200x600x25 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Il mondo iconografico ironico, divertente e coloratissimo di Marotta ha superato l’idea statica della pratica scultorea fondendo le sperimentazioni progettuali del design a una sintesi iconica e strutturale. Marotta non ha rinnegato il rapporto con la produzione industriale e attraverso il metacrilato è diventato centrale il suo interesse per la dialettica e il raffronto tra naturale e artificiale. L’artista raccoglie le risonanze futuriste e diventa uno dei pionieri dell’arte “ambientale” con il suo lavoro celebra con metodi industriali il sentimento malinconico della perdita di un mondo naturale e specialmente rurale in via di estinzione. Quest’idea di aprire una comunicazione tra dimensione artistica e vita quotidiana ha guidato l’artista alla composizione delle celebri installazioni Mare artificiale e Pioggia artificiale attraverso le quali Marotta riproduce in una un paesaggio marino e nell’altra la materia impalpabile della pioggia ed entrambe appaiono come i componenti di un arredo contemporaneo. Il mondo biologico ricreato in laboratorio irrompe all’interno dello spazio espositivo dove il fruitore è invitato a vivere un’esperienza sensoriale totalizzante dentro gli ambienti traslucidi e luminosi progettati da Marotta. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Gino Marotta nasce a Campobasso il 20 giugno 1935 a soli quindici anni si trasferisce a Roma dove frequenta il Liceo Artistico e entra in contatto con gli artisti che ravvivavano la scena romana fra cui de Chirico, Capogrossi, Guttuso, Turcato, Cagli. Le sue prime opere pittoriche risalgono alla fine degli anni Quaranta, ma è dalla decade successiva che sviluppa una serie di opere polimateriche come arazzi, encausti, velatini e amalgame di sabbia. Nel 1958 è presente insieme a Burri, Fontana, Capogrossi, Balthus, Licini e Léger in mostre internazionali come Pittori d’oggi Francia-Italia a Torino, Modern Italiensk Maleri a Copenaghen e molte altre rassegne internazionali. Nel 1958 è tra gli artisti invitati da Marco Valsecchi alla mostra Giovani artisti italiani. È inoltre presente alla Permanente di Milano e alla mostra Nuove tendenze dell’arte italiana alla Rome - New York Art Foundation di Roma, invitato da Lionello Venturi. Le opere dei primi anni Sessanta sono esposte nel ‘64 alla Tredicesima Triennale di Milano e l’anno successivo alla IX Quadriennale Nazionale d’Arte al Palazzo delle Esposizioni di Roma. Nel maggio del 1968 è invitato a esporre alla XIV Triennale di Milano. In questi anni esegue le opere-ambiente "Mare artificiale" e "Pioggia artificiale", entrambe del 1969. Amico di poeti come Ungaretti e Cardarelli, realizza preziosi libri con Emilio Villa, Giorgio Soavi e Antonio Delfini. Marotta ha partecipato e contribuito attivamente alla realizzazione di alcune delle più interessanti mostre italiane contemporanee: Lo Spazio dell’Immagine del 1967, Amore Mio a Montepulciano (1970) e Vitalità del Negativo al Palazzo delle Esposizioni di Roma (1970-71). Nel 1972 è invitato alla X Quadriennale d’Arte presso il Palazzo delle Esposizioni di Roma, dove espone l’installazione "Introduzione generale alla natura e aItaly The New Domestic Landscape". Il teatro lo vede impegnato nella realizzazione delle immagini, delle scene e dei costumi di Hommelette for Hamlet di Carmelo Bene (1987), che gli fanno meritare nel 1988 il Premio Ubu per la migliore scenografia. Nel 1999 è nominato accademico nazionale dell’Accademia di San Luca di Roma. Nel 2011 è invitato alla 54a Esposizione Internazionale d’Arte, Biennale di Venezia, Padiglione Italia e nel 2012 è invitato alla 11a Bienal de La Habana. Il 16 novembre 2012 muore a Roma.