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Francesco Messina - Ritratto di Alfonso Gatto

Travertino, 1940 /29,5x26x26 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


La scultura di Francesco Messina è carica di echi dell'eredità classica greco-romana e si caratterizza per un fare naturale e grandioso e per un procedimento immaginario e classico in grado di dar vita a forme che restano come visioni ideali. Il Ritratto di Alfonso Gatto è il frutto dell’osservare dei propri amici artisti e scrittori, dalla morbidezza della superficie emerge l’amore di Messina per la natura umana, financo dei suoi difetti e vizi. Messina riesce a scavare nel vero e a coglierne l’essenza e come un rabdomante sfiora il margine del verismo ma in esso non cade. Il modellato solido e vibrante restituisce meticolosamente le espressioni del volto del caro amico di Messina enfatizzandolo senza carezzare mai il deforme e cedere al rischio della caricatura. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Francesco Messina nasce a Linguaglossa (in provincia di Catania) il 15 dicembre del 1900 da genitori poverissimi. Si trasferisce da piccolo con la famiglia a Genova, dove frequenta i corsi dell'Accademia Ligustica di Belle Arti e, dopo il 1918, si inserisce con il suo già promettente profilo d'artista, negli ambienti intellettuali e letterari della città animati dalla presenza di Camillo Sbarbaro ed Eugenio Montale. Nel 1922, con il bronzo Cristo morto, partecipa alla XII Biennale di Venezia, dove sarà presente in tutte le edizioni fino al 1942, anno in cui si aggiudicherà il Primo Premio. Nel 1956 sarà presente con una sala personale. Tra il 1926 e il 1929 partecipa alle mostre del Novecento Italiano e si trasferisce a Milano nel 1932, dove viene accolto nel ricco ambiente culturale che lo circonda di stima, al punto di essere chiamato all'Accademia di Brera per occupare la cattedra di scultura che era stata di Adolfo Wildt. Negli anni trenta partecipa a molte importanti mostre collettive d'arte italiana a Barcellona, Berlino, Berna, Göteborg, Monaco di Baviera, Oslo, Parigi, San Paolo del Brasile, Zurigo. Invitato nel 1949, insieme a Marino Marini, alla Terza Internazionale di Scultura di Philadelphia, negli Stati Uniti, Messina è stato da allora uno dei scultori italiani più conosciuti e apprezzati nel mondo. Nel corso degli anni divenne sempre più importante l’impegno in opere a carattere monumentale: nel 1966 realizzò il Cavallo morente per il palazzo RAI di viale Mazzini a Roma. Messina morì a Milano il 13 settembre del 1995.