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Enzo Cucchi - Landscape

Olio su tela e scultura in legno, 1980 /100x402 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Pittore colto e ricco di citazioni, che conosce e utilizza la storia dell’arte rielaborandone alcuni “feticci” (intesi come elementi popolarmente riconoscibili nell’opera di altri artisti: si pensi alle serie dedicate a “i piedi di Caravaggio” e “l’orecchio di Van Gogh”), Cucchi qui omaggia Van Gogh: nel "paesaggio emotivo" dipinto con pennellate violente cariche di grumoso colore - con l’uso di una tavolozza molto vicina a quella dell’olandese (giallo, arancione, bruni), nella lapide fiammeggiante con il nome del grande pittore. Proprio questa, fulcro della composizione, sembra voler alludere al fuoco dell'arte, alla passione, alla grandezza dell'Arte che arde per l'eternità: un omaggio visionario ed emotivo. Sulla sinistra un teschio in questa sorta di spiaggia di fuoco, arsa ed infernale, da cui fuoriesce, a diretto contatto con noi, un tronco che pare abbandonato qui da questo mare nero. Come sempre in Cucchi la materia pittorica – che qui si fa anche omaggio alla pennellata risoluta e corposa di Van Gogh – è fondamentale per esprimere proprio questo mondo emotivo visionario e irruento. Le immagini del pittore di Morro d’Alba sono esternazioni della sua vita interiore e del suo rapporto con la cultura popolare e artistica, figurazioni fantastiche e poetiche che valgono di per sé e spesso si risolvono nella propria forza evocativa di immagini. Il suo immaginario infatti si nutre come qua di riferimenti culturali fagocitati e riproposti in quanto tali nel loro semplice valore di “citazione” in senso postmoderno. (Marco Tarsetti)


BIOGRAFIA


Nasce a Morro d’Alba (AN) il 14 novembre 1949. Si avvicina alla pittura da autodidatta, dirigendo poi il suo interesse verso la poesia; da metà anni Settanta si reca di frequente a Roma, dove ritrova e riprende i suoi interessi artistici. Conosce ed espone insieme a quegli artisti (Clemente, De Maria, Chia, Paladino) che verranno poi a costituire il gruppo della Transavanguardia, teorizzato da Achille Bonito Oliva. Fin dall’inizio degli anni Ottanta viene riconosciuto, anche all’estero, come uno degli artisti più rappresentativi della nuova temperie di ritorno alla figurazione che caratterizzava quegli anni. Intensa e frequente negli anni l’attività espositiva; da ricordare sono: la Documenta 8 a Kassel nel 1987, la Biennale di Venezia del 1993 e l’antologica anconitana Città d’Ancona Enzo Cucchi nel 1997. Importanti anche i suoi rapporti con poeti e scrittori, e la sua stessa produzione come scrittore di testi poetici e programmatici che spesso accompagnano la sua arte; Cucchi si muove anche nell’ambito dell’editoria, curando sempre con attenzione l’elaborazione grafica dei suoi cataloghi, e si è occupato anche di teatro. Per Cucchi l’arte figurativa è uno strumento che gli permette di esternare la propria interiorità; le sue immagini fanno parte di un universo poetico ed evocativo che è sempre colto, popolare ed intimo al contempo.