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Aldo Mondino - Dumien Thaj

Terracotta smaltata, 2006 /55,5x64x33 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Dandy, cerebrale, spirituale, maestro nel gioco di parole Aldo Mondino seppe mescolare la formazione teorica alla componente ludica. Nelle sculture di tema orientaleggiante, Mondino rende protagonisti personaggi della vita orientale fondendoli con la più alta tradizione ceramista italiana. Le visioni oniriche ricche di allusioni mistiche e le suggestioni orientali prendono corpo nei mezzi busti di donne dalle forme eccessive e con scenografici copricapi tradizionali. La superficie monocroma smaltata e la composizione anticlassica della scultura di Mondino, accentuata dall’ispirazione pop, un po’ americana e molto mediterranea, rivela la personalità eccentrica e autoironica dell’autore, che ha contribuito in modo determinante alle ricerche artistiche degli anni Sessanta. Aldo Mondino diventa il ponte ideale tra l’opera del marchigiano Gino De Dominicis e il genio creativo di Alighiero Boetti. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Aldo Mondino nasce a Torino nel 1938, dove è morto nel 2005. Nel 1959 si trasferisce a Parigi, dove frequenta l’atelier di William Heyter, l'Ecole du Louvre e frequenta il corso di mosaico dell'Accademia di Belle Arti con Severini e Licata e viene in contatto con giovani pittori surrealisti come Jouffroy, Errò, Lebel, e affermati maestri come Matta e Lam. Nel 1961, torna in Italia, a Torino, per il servizio militare e realizza la sua prima personale presso la Galleria l’Immagine, Torino. L’incontro con Gian Enzo Sperone, direttore della Galleria Il Punto, si rivela fondamentale dove allestisce la prima importante mostra personale (1963). Nel 1972 ritorna a Parigi, dedicandosi alla pittura; a questo periodo risalgono i dipinti dei più importanti naufragi della storia. Nel 1976v partecipa alla XXXVII Biennale di Venezia. Dopo il 1985 inizia il ciclo legato ai viaggi: Marocco, Turchia, India e l’oriente in generale, con un occhio di riguardo nei confronti della Spagna con i suoi tori e toreri. La passione nel realizzare lavori tridimensionali lo porta ad utilizzare materiali particolari, come la cioccolata: caratteristica comune alle due mostre intitolate "The Byzantine World" di Milano (Galleria 1000 eventi) e di Roma (Galleria Sperone) del 1999, è infatti l’utilizzo esclusivo di cioccolatini. Nel 2000 compie il primo viaggio in India e realizza la mostra dal titolo "Flowers", ala Birla Academy di Calcutta. Nel 2001 la Galleria Astuni realizza a Pietrasanta una doppia personale, "Gnawa" e "Torso Torsolo rosicchiato da Rodin", a cura di Luca Beatrice.