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Valeriano Trubbiani - Le morte stagioni

Alluminio, corde di nylon, ganci d'acciaio, carrucole in legno e palle parabordi, 1973 /install. ambientale variabile


TESTO CRITICO DELL'OPERA


«Succede quindi che dalla torre […] precipitino grappoli di volatili appesi, in attesa d’un improbabile volo. Sussulti e oscillazioni della vita e delle “morte stagioni” che non hanno barriere né conclusioni, ma “interminati spazi e sovrumani silenzi”» Cosi Trubbiani, potente scrittore oltre che scultore, ci parla di questa installazione, presentata per la prima volta a Milano nel 1970, poi nello spettacolare allestimento di Volterra nel 1973, in una antologica ad Ancona nel 1979 e anche nel 1987 a Recanati: qui un logico approdo, si potrebbe dire, poiché si dichiara già nel titolo il riferimento al grande figlio cui Recanati diede i natali: Giacomo Leopardi. Figura fondamentale nell’immaginario “marchigiano” e universale di Trubbiani, che dedica al grande recanatese molte opere (così facendo anche per Ciriaco Pizzecolli, altra figura di marchigiano che tanto suggestionerà l’immaginario trubbianeo). Oltre al riferimento colto, caratteristico dell’opera di Trubbiani è questo suo uso dell’animale come metafora umana ed umanizzata – anzi spesso addirittura preferito, per sua stessa dichiarazione, alla “bestia” umana, il solo animale malvagio – della violenza, della prevaricazione, della sofferenza. Questa installazione è stata presentata pure nella grande antologica del 2012-13 qui alla Mole Vanvitelliana. (Marco Tarsetti)


BIOGRAFIA


Nasce a Macerata nel 1937. Dopo essersi diplomato all'Istituto d'Arte di Macerata frequenta la "scuola del nudo" all'Accademia di Belle Arti di Roma. Vive e lavora ad Ancona. Inizia ad esporre all’inizio degli anni Sessanta e negli anni partecipa a diverse tra le più importanti rassegne nazionali ed internazionali di arte contemporanea quali: la Biennale di Venezia (1966, 1972, 1978), sei edizioni della Quadriennale di Roma dal 1959 al 1999, “La scultura Moderna in Italia 1950-2000” a Vicenza (2005), “Arte Italiana del XX secolo” a Mosca e Ancona, la Triennale di Arte Sacra a Celano (2007), “A Forest of Sculptures”, la Collezione Simon Spierei presso l’Hessian State Museum di Darmstadt, l’Athinais Cultural Centre di Atene, l’Institute For Cultural Exchange di Tubinga, “L’Arte Incisa” a Villa Picena, Colli del Tronto. Gli sono dedicate numerose personali tra cui: “Valeriano Trubbiani. Mostra antologica dell’opera grafica (1965-1985)” al Museo Civico di Reggio Emilia (1985), “Fabula Terribilis” al Museo Boncompagni Ludovisi di Roma (2006), “Terra: materia-simbolo” a Forte di Bard, “Disegni Inediti (da L’onda Visionaria)”, alla Civica Pinacoteca F. Podesti di Ancona, “Incontro con l’autore” al Fortino Napoleonico di Portonovo. Sculture e disegni sono presenti in molti musei italiani, tra cui la Gnam di Roma, e stranieri, in Israele, Germania, Francia, negli Stati Uniti presso la The Art Collection at Potsdam di New York, in Olanda al Museum Beelden Aan Zee di Scheveningen, in Giappone al Museum of Fine Arts di Gifu e al Miyazaki Prefectural Art Museum di Miyazaki. Molteplici sue opere sono conservate ad Ancona (Mater amabilis in piazza Pertini; sipario del teatro delle Muse; croce in S. Ciriaco; sculture in SS. Cosma e Damiano; monumenti nella facoltà di Ingegneria).