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Velasco Vitali - Aria

Ferro e Lamiera, 2015 /278x102x83 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Velasco modella e assembla le sue sculture con i materiali più svariati: cemento, catrame, lamiera, piombo, bronzo, tutte materie dell’abusivismo edilizio che per l’artista è perseguibile dal punto di vista della costruzione delle abitazioni, nell’arte, invece, è un beneficio, nutre l’ispirazione. La scultura Aria prende le sembianze di un pallone aerostatico dal carattere bellico assemblato con ferro e lamiera, nel lavoro appare subito una discrepanza tra la durata e la persistenza della materia con cui è costruito contrapposta all’evanescenza dell’aria. Sospeso a "mezzaria" il pallone non prende il volo, la materia lo costringe a vagare in un limbo di cantieri abbandonati al limite del fantastico e della transitorietà. La costruzione rudimentale di Velasco prende le sembianze di una gabbia ferrosa ormai arrugginita che costringe e che soffoca ma allo stesso tempo custodisce l’ultimo residuo di aria pulita in un futuribile scenario post apocalittico. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Velasco, figlio del pittore Giancarlo Vitali, è nato a Bellano sul Lago di Como nel 1960. Inizia la sua attività da autodidatta alla fine degli anni Settanta, lavorando con la grafica, il disegno e la pittura. Nel 1983 vince il Premio San Fedele Incisioni Giovani e l'anno dopo Giovanni Testori lo invita alla Rotonda della Besana di Milano per la mostra Artisti e Scrittori. Realizza Isolitudine con Ferdinando Scianna nel 2000 e MIXtura con Franco Battiato nel 2003. Alla fine degli anni Novanta è invitato alla Quadriennale di Roma e in quegli anni comincia un percorso artistico sui porti del Mediterraneo e del sud Italia. Nel 2004 Electa pubblica Velasco 20, monografia sui primi vent’anni di lavoro con un contributo di Giulio Giorello. Nel 2005 entra a far parte della collezione del MACRO e nel 2011 è invitato al Padiglione Italia della Biennale di Venezia dove espone Veidrodis, la Galleria LKFF di Bruxelles ospita la sua personale Branco, e viene pubblicato Apriti Cielo, volume edito da Skira che raccoglie acquerelli sul tema del sacro. A cura di Fernando Mazzocca e Francesco Poli è l'intervento artistico monumentale Sbarco (2010), diviso in capitoli narrativi (Sbarco; Attesa; Branco; Kitezh) e allestito in piazza Duomo e nel complesso di Sant'Agostino a Pietrasanta e a Milano in Piazza Duca D'Aosta e Palazzo Reale: inizio di un percorso sulla precarietà e clandestinità che troverà un punto d'approdo due anni dopo con Foresta Rossa, intervento artistico realizzato da Velasco Vitali presso l'Isola Madre (sul Lago Maggiore. Il progetto continua nel 2013 con la grande mostra personale di disegno e pittura Foresta Rossa: 416 città fantasma nel mondo presso la Triennale di Milano. Nel febbraio 2015 è invitato alla Berlinale come produttore e protagonista del documentario "Il Gesto Delle Mani" con la regia di Francesco Clerici che lo ritrae durante l'esecuzione di una scultura in bronzo presso la storica Fonderia Artistica Battaglia di Milano: il film vince il premio della critica internazionale FIPRESCI ed è il documentario lungometraggio italiano che gira il maggior numero di festival nel 2015 (tra i quali anche il London Film Festival, Viennale, Sarajevo Film Festival, New Horizons Film Festival). Nel giugno dello stesso anno, su invito di Emilio Mazzoli, torna ad esporre in galleria, con la mostra FUGA (a cura di Mark Gisbourne e Giacinto di Pietrantonio), presso la Galleria Mazzoli di Modena. Velasco vive e lavora a Milano.