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Alik Cavaliere - Apollo e Dafne

Bronzo, poliuretano espanso, acciaio lucido e specchio, 1971 /385x600x450 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Alik Cavaliere esplora in quest’opera uno dei miti più cari alla storia dell’arte, Apollo e Dafne, e lo fa rifuggendo ogni consuetudine, nel modo anticonvenzionale e imprevedibile che contraddistingue da sempre il suo praticato. La scultura non è una forma chiusa, statica ma una scena aperta, crogiolo di continue metamorfosi per assumere aspetti diversi ogni volta che viene allestita, un vero e proprio work in progress. La natura nell’opera di Cavaliere assume un ruolo salvifico nei confronti della donna e della flora selvaggia separando quest’ultime dall’uomo mediante un’imponente grata. Nello spettacolo mutante della scultura di Cavaliere l’elemento naturale e quello femminile si rifugiano al di là della griglia di acciaio divenendo impenetrabili e inaccessibili e vanificando ogni slancio di comprensione da parte dell’essere umano. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Alik Cavaliere è nato a Roma il 5 agosto 1926 ed è stato uno scultore italiano, professore di scultura e direttore dell'Accademia di Belle Arti di Brera. Nel 1942 si iscrive all'Accademia di Belle Arti di Brera dove fu allievo di Francesco Messina e dove conosce Giacomo Manzù, Achille Funi, Dario Fo, Bobo Piccoli e Marino Marini di cui diventa, prima l'assistente, poi il diretto successore alla cattedra di Scultura. Dopo aver frequentato anche la Facoltà di Lettere, comincia a dedicarsi totalmente alla scultura, utilizzando vari materiali, da quelli malleabili (specie terracotta e cemento) ai metalli, e realizzando soprattutto composizioni e installazioni cariche di significati metaforici. La ricerca creativa di Alik Cavaliere attesta importanti affinità con il surrealismo, la metafisica, l’esistenzialismo e il Nouveau réalisme, movimenti rispetto ai quali l’artista si pone con proposte autentiche. Ha incominciato a esporre dal 1955, partecipando alle Biennali di Venezia (nel 1964 e nel 1972 con sale personali); tra le sue ultime grandi mostre quella del 1992 al Palazzo Reale di Milano intitolata "I luoghi circostanti", curata dal poeta e critico Guido Ballo e nel 2006 a Palazzo Forti a Verona. Morì il 5 gennaio 1998 a Milano, dove è sepolto presso il Cimitero Monumentale.