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Alberto Viani - Torso maschile (Pastore dell'Essere)

Marmo di Carrara, 1963 /174x140x50 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Viani è un artista meditativo, colto: dedito a letture di filosofia e critica d’arte; affatto mondano e taciturno, trascorre una vita senza nessun particolare fatto esteriore, dedito alle sue letture e successivamente all’insegnamento. Una predisposizione contemplativa sicuramente indirizzata verso l’essenza delle cose e del mondo: una mente distillatrice la sua, che cerca l’Idea dentro le cose del mondo. E la realizza, nel suo caso: le sue sculture (nudi, madri, cariatidi e chimere) sono sempre corpi, ma corpi che raffigurano l’essenza del corpo, il Corpo, inteso nelle sue insorgenze fondamentali, reso con i soli segni che servono a riconoscerlo: che ne definiscono, appunto, l’essenza. Qui il corpo è quello maschile: la forma è chiaramente la struttura di un torso, archetipo del maschile per antonomasia. (Marco Tarsetti)


BIOGRAFIA


Alberto Viani nasce a Quistello di Mantova nel 1906. Assistente di Arturo Martini, nel 1947 ne eredita la cattedra di Scultura all'Accademia di Venezia. Influenzato da C. Brancusi e da H. Arp, da A. Calder e da A. Pevsner, Viani, realizza torsi maschili e femminili che tendono a una forte sintesi plastico-costruttiva della forma. Dalla seconda metà degli anni quaranta arrivano i primi riconoscimenti dall'estero: il Museum of Modern Art di New York acquista un suo Nudo in gesso, in occasione della mostra dedicata all'arte italiana; dal 1953 al 1973 è costantemente invitato alla Biennale di Scultura al Parc du Middelheim di Anversa, nel 1955 partecipa alla prima edizione di Documenta a Kassel (poi ancora nel 1959). Nel 1952 la Biennale di Venezia gli dedica una sala personale. Ha partecipato alle più importanti rassegne di arte nazionali e internazionali del dopoguerra e le sue opere sono presenti nei principali musei europei e americani. Numerose antologiche italiane lo hanno celebrato: a Padova, alla Biennale del Bronzetto del 1975; a Bergamo, alla Galleria Lorenzelli; a Venezia, nel 1977 e presso la Ca' Pesaro; a Prato nel 1980. L'ultima personale gli è stata dedicata dalla Galleria La Nuova Pesa di Roma, in data 1989. Nello stesso anno, il 10 ottobre, muore a Venezia.