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Augusto Perez - Ermafrodita 3

Bronzo, 1970 /218x70x76 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Perez è uno scultore che dal suo iniziale realismo narrativo si evolve in una figurazione allusiva, di grande finezza plastica e col gusto della citazione classica. Qui il soggetto rimanda chiaramente al mito classico, riletto però secondo una visione del corpo caratteristica dei nostri tempi: la figura è in bilico, la pelle (a dispetto del materiale) sembra molle e cascante, il volto triste. È una scultura, paradossalmente, piena di vuoti - emotivi e di volume. Al suo fianco, una testa equina: Perez spesso alludeva a sé stesso raffigurandosi come un cavallo. In quest’opera bene accentua inoltre l’ambiguità di una figura che dell’ambiguità è l’archetipo stesso. Sicuramente i vuoti permettono anche all’osservatore di rapportarsi alle ombre, aspetto centrale nella produzione di Perez, che l’osservatore può veder scorrere sulle superfici del corpo: il trascorrere del tempo segnato dalla luce è un altro aspetto fondamentale della sua opera. (Marco tarsetti)


BIOGRAFIA


Nasce a Messina nel 1929. Si trasferisce a Napoli dal 1936, dove frequenta per qualche anno la Facoltà di Architettura; ben presto però la scultura assume un interesse centrale nella sua vita ed egli dagli anni Cinquanta vi si dedica completamente. Il suo iniziale realismo narrativo si svolge, a partire dagli anni Sessanta, in una figurazione allusiva, caratterizzata da una plastica sapientemente lavorata e dal gusto per la citazione classica. Nel 1960 e 1966 espone alla Biennale di Venezia; dopo il 1960 inizia la lunga serie degli Specchi, modellati e successivamente fusi in bronzo. A partire dai primi anni sessanta partecipa anche a molte mostre, fra cui diverse collettive di scultura; da ricordare: negli Stati Uniti la mostra itinerante The new generation in Italian Art (Atlanta, San Antonio, Columbia University di New York), la mostra del premio Il Fiorino a Firenze, la mostra di Scultura italiana contemporanea al Musée Rodin di Parigi; nel 1961 la mostra itinerante della Scultura italiana nelle maggiori città giapponesi e quella di Artisti italiani e inglesi alla Tunnard Gallery di Londra; nel 1963 espone a Italienische Plastik heute al Bauzenter di Amburgo, Colonia e Monaco di Baviera; nel 1965 alla IX Quadriennale di Roma. Gli anni settanta, ottanta e novanta lo vedono protagonista in numerose altre mostre personali e collettive in Italia e all’estero (Anthropos a Vienna; Fante di Spade di Milano; Museum of Fine Arts di Gifu in Giappone; Castel Sant' Elmo e Palazzo Reale di Napoli). Soggetto centrale per questo artista è l’ombra, sottolineato da lui stesso finanche nei titoli di alcuni suoi lavori (Crepuscolo, Notte, Meridiane); il trascorrere del tempo segnato dalla luce giustifica la sua tecnica, a base di potenti chiaroscuri. Augusto Perez è stato anche docente di scultura alle Accademie di Belle Arti di Urbino e Napoli. Muore nel dicembre del 2000.