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Massimiliano Pelletti - Perseus

Calcare grottoso, 2016 /68x50x40 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Massimiliano Pelletti è cresciuto manipolando la creta all’interno della bottega del nonno scultore dove venivano prodotte prettamente opere di arte sacra e funebre che hanno esercitato una grande influenza sul suo percorso. L’artista sviluppa i suoi lavori non tanto per formazione ma per deformazione, ovvero partendo da elementi dell’arte classica interviene su di essi togliendo o aggiungendo altri elementi o materiali. Perseus è una grande testa in calcare grottoso scolpita come se fosse stata erosa da agenti atmosferici questo perché l’artista crea opere che possiedono una parte vitale e contemporaneamente qualcosa che rimanda a un forte senso di fragilità e di conseguenza anche di necessaria cura. La figura scolpita da Pelletti, per l’unicità del materiale scelto, presenta sulla superficie corrosioni e sgretolamenti naturali che alleggeriscono, ma non distruggono, la bellezza estetica e la purezza delle linee classiche. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Massimiliano Pelletti è nato nel 1975 a Pietrasanta, città in cui attualmente vive e lavora. All’interno del laboratorio artigianale di famiglia, apprende dal nonno Mario le prime tecniche di lavorazione del marmo. Fin dagli inizi della sua carriera utilizza diversi materiali per la produzione delle sue opere, come il bronzo, il legno e la ceramica, oltre a composti leggeri, come le resine e il Pvc. Esordisce come artista nel 2006, vincendo la partecipazione alla XII Biennale dei Giovani Artisti d’Europa e del Mediterraneo, da lì susseguono una serie di mostre collettive e personali, italiane ed estere, come la Biennale d’Alessandria d’Egitto e la partecipazione al Padiglione Italia della 54° Biennale di Venezia. Ottiene diverse pubblicazioni e articoli su magazine di arte contemporanea, vince la partecipazione ai premi d’arte contemporanea più importanti di Italia come, ad esempio, il Premio Terna. Nel 2013 ottiene un importante mostra personale dal titolo Omnia Opera nel Fortino di Forte dei Marmi con la pubblicazione di un catalogo che raccoglie il suo lavoro a tutto tondo. Espone in vari musei come Villa Madre e Sant’Agostino di Genova, all’abbazia di San Zeno a Pisa, al Tempio di Adriano di Roma a Castel S. Elmo di Napoli, all’Università della Sapienza di Roma, al Museo Pecci di Prato al Museo Civico Paolo Giovio di Como, al Museo civico Palazzo D’Avalos di Vasto e a Palazzo RISO Museo d’Arte Contemporanea della Sicilia, Museo Ebraico di Bologna.