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Giosetta Fioroni - Jane (Austen)

Maiolica policroma, 2006 /88x43x35 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Il disegno costituisce il nucleo principale del lavoro di Giosetta Fioroni che traduce anche nell’uso della ceramica con una sapienza artigianale di cui l’opera in mostra è un altissimo esempio. La scultura è un abito privo di struttura corporea tranne che per lo sterno e parte delle braccia di quella che la Fioroni identifica con le sembianze di un’eroina o di una donna celebre. Le forme fluide del vestito e i colori tenui modellati nella materia svelano l’universo poetico e onirico dell’artista. Giosetta Fioroni fa apparire sulla superfice smaltata un richiamo affettuoso e nostalgico alla figura materna personale (sua madre era una marionettista ed intellettuale), omaggiando scrittrici e artiste del passato. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Giosetta Fioroni nasce nel 1932 a Roma in una famiglia di artisti: il padre Mario è scultore e la madre Francesca dipinge ed è valente marionettista. Studia all'Accademia di Belle Arti di Roma, dove è in costante rapporto con scrittori e poeti, tra cui Parise, Ceronetti, Arbasino, Zanzotto, Garboli e molti altri con i quali ha realizzato libri, edizioni di grafica ed opere su carta. L’artista trascorre un periodo a Parigi (tra il 1958 e il 1962), espone alla VII Quadriennale di Roma del 1955 e l'anno successivo alla XXVIII Biennale di Venezia. Frequenta l'ambiente artistico legato alla Galleria La Tartaruga di Plinio De Martiis a Roma, conosce Cy Twombly, De Kooning, Rauschenberg. Nel corso degli anni settanta Giosetta vive lunghi periodi in campagna, nel trevigiano, insieme allo scrittore Goffredo Parise. Il suo interesse si convoglia sulle leggende di campagna, storie oniriche e visionarie, dalle quali nasce una serie di opere dedicate al mondo della Fiaba e dell’infanzia. Oltre a proseguire nella pratica della pittura, alla quale Giosetta si dedica tuttora costantemente nel grande studio-laboratorio in Trastevere, l’artista approda nel 1993 alla ceramica, che inizia a lavorare presso la Bottega Gatti di Faenza e che l’impegnerà costantemente nella creazione di importanti cicli scultorei.