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Aligi Sassu - Torso di ciclista

Bronzo, 1949 /45,5x23,5x18,5 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Il ciclista (così come il cavallo) è un tema molto caro alla pittura di Aligi Sassu e già ben definito, che dunque riappare nella sua scultura – ambito cui lui si avvicina dopo la pittura. Chiaramente data la sua predisposizione pittorica, il bronzo (come in questo Torso di ciclista) e l’argilla sono due materiali prediletti da Sassu, in virtù dei chiaroscuri e della loro potenzialità pittorica. I colori accesi e caldi tipici della pittura di Sassu hanno infatti un interessante contrappasso nella superficie vibratile, corposa e mossa del presente Ciclista; la vitalità del suo segno pittorico si traduce plasticamente nella matericità grumosa e brulicante del suo modellato. (Marco Tarsetti)


BIOGRAFIA


Nasce a Milano il 17 luglio 1912. Prende parte giovanissimo al movimento futurista; i contatti a Milano con Manzù, Birolli e Persico lo portarono a una maniera di intonazione primitivista, nel contesto di una pittura dove realtà e mito si intrecciano. Negli anni Trenta, diversi soggiorni a Parigi gli permettono di vedere e approfondire la lezione dei maestri dell’Ottocento (Delacroix, Géricault, Van Gogh), confluendo nell’eloquenza espressionistica di alcune opere. Tornato a Milano, partecipa ad azioni di disturbo antifascista e alla diffusione di stampa clandestina; la mattina del 6 aprile 1937 la polizia dell'OVRA lo arresta con l'accusa di complotto e viene rinchiuso nel carcere di San Vittore. Questa permanenza forzata in carcere scatena in lui una grave crisi, dovuta soprattutto all'impossibilità di dedicarsi allo studio e alla pittura. Il 27 luglio 1938 gli viene concessa la grazia regia; essendo però un sorvegliato speciale, dovrà aspettare il marzo del 1941 per allestire una personale nella Bottega di Corrente. Nel dopoguerra Sassu con solitaria coerenza prosegue la propria ricerca tra realismo ed espressionismo; si dedica pure intensamente alla pittura di paesaggio. Nel 1954 insieme a Mazzotti e a Fabbri si reca a Vallauris, dove incontra per la prima volta Pablo Picasso; dieci anni dopo Sassu compra una casa a Mallorca in Cala San Vicente: inizia così il suo felice periodo spagnolo. Gli anni settanta e ottanta lo vedono impegnato in numerose mostre in città italiane ed estere (Roma, Milano, Mantova, Rotterdam, Toronto e Mallorca); nel 1984 viene allestita una sua mostra antologica in Palazzo dei Diamanti a Ferrara, che verrà poi trasferita a Roma in Castel Sant'Angelo; nel 1992, ottanta dipinti compongono una mostra itinerante in Sud America. Il 17 luglio 1999, in occasione del suo ottantasettesimo compleanno, inaugura una grande antologica al Palazzo Strozzi di Firenze. Muore a Pollença (Palma di Mallorca) il 17 luglio 2000.