12/44

Marino Marini - Piccolo nudo

Bronzo, 1929 /22x11x12,1 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Soggetto tipico della tradizione, qui il nudo femminile, raffigurato quasi come un idoletto totemico, una statuina votiva proveniente dall’alba dell’umanità, nasce in realtà da una ricerca – peculiarmente novecentesca – sulla semplificazione e la purificazione delle forme. In Marino Marini la ricerca di queste forme pure, astraenti quasi, mai si sgancia dalla presenza costante della figurazione, rinnovando così temi classici come quello del nudo. (Marco Tarsetti)


BIOGRAFIA


Nasce a Pistoia il 27 febbraio 1901. Frequenta l’Accademia di Belle Arti di Firenze, mentre nel 1919 compie un viaggio a Parigi, dove viene a contatto con le tendenze più innovative del mondo dell’arte. Influenzato inizialmente dalla scultura di fine Ottocento, si rivolge ad un recupero dell’antico letto in chiave arcaizzante ma al contempo straordinariamente espressiva e contemporanea, libera e insieme nutrita di riferimenti alla statuaria antica. I suoi ritratti sono sempre bilanciati tra studio delle fisionomie e astrazione formale; le sue figure umane (Nudi, Pomone, Giocolieri) risultano invece forme più solide e chiuse, mentre percepiamo un vitalismo più accentuato nei gruppi di Cavallo e cavaliere, dove le figure si uniscono in simbiosi. Nel 1929 si trasferisce a Milano, chiamato da Arturo Martini ad occupare la cattedra di scultura presso la Scuola d’Arte di Villa Reale di Monza. Nel 1943 si trasferisce in Canton Ticino: sono anni molto importanti poiché in Svizzera conosce e frequenta grandi maestri contemporanei (primo fra tutti Giacometti). Nel 1947, un anno dopo il suo rientro in Italia, partecipa alla Biennale di Venezia e, in questa occasione, stringe amicizia con Henry Moore; nello stesso periodo incontra un mercante d’arte che organizzerà una serie di esposizioni che lo faranno conoscere nel mondo. Muore a Viareggio il 6 agosto 1980.