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Agenore Fabbri - Due figure

Ceramica policroma, 1950 /29,2x18,6x14,6 cm


TESTO CRITICO DELL'OPERA


Il carattere espressionista e l’influsso della plastica popolare che caratterizza la produzione di Agenore Fabbri è evidente anche nelle Due figure. Il modellato febbrile, segnato da profondi solchi dei personaggi, che si aggrappano l’uno all’altro fondendosi, richiama la profonda crisi morale, politica ed ideologica provocata dagli orrori della seconda guerra mondiale. I materiali impiegati per la modellazione sono gli stessi che un tempo venivano adoperati per fabbricare pentole e utensili per la cucina e che Fabbri sceglie proprio per il loro carattere semplice e domestico. Le rabbiose capacità plastiche e l’appassionata testimonianza contro la violenza, la sopraffazione e l’ingiustizia di Fabbri emergono nella vorticosa fusione dei corpi che tentano in uno sforzo sovrumano di conservare la propria umanità. (Annaclara Di Biase)


BIOGRAFIA


Agenore Fabbri nasce il 20 maggio a Barba vicino a Pistoia, paese natale di Marino Marini. Frequenta la Scuola d'Arte di Pistoia e nel 1932 si trasferisce a Firenze per continuare gli studi all'Accademia delle Belle Arti. Nella città fiorentina diventa avventore abituale del Caffè Giubbe Rosse, punto di ritrovo degli ermetici (Eugenio Montale, Carlo Bo e altri). Terminati gli studi si trasferisce ad Albisola Capo, in provincia di Savona, dove lavora nella manifattura di ceramica La Fiamma, dando vita a diverse opere in terracotta, in maggioranza a soggetto biblico. Nel 1946 si trasferisce stabilmente a Milano e nei mesi estivi lavora ad Albisola nella manifattura Mazzotti dove nascono tutte le sculture in terracotta. Negli anni del dopoguerra Albisola torna a essere un'importante località di fama internazionale, dove lavorano artisti come Marino Marini, Giacomo Manzù, Aligi Sassu, alcuni esponenti del Gruppo CO.BR.A. Nel 1956, con Aligi Sassu, Giulio Turcato, Tettamanti, Zancanaro e Antonietta Raphaël Mafai compie un viaggio di oltre tre mesi in Cina, dove ha l'occasione di esporre le sue opere a Pechino. Successivamente espone in mostre personali a New York, Filadelfia, Londra, Parigi, Stoccolma, Roma e Milano e partecipa alle più importanti rassegne nazionali ed internazionali di scultura: le Biennali di Venezia del 1952 e del 1960 (entrambe con una sala personale) e a quelle del 1959 e del 1964, nonché a numerose edizioni della Quadriennale di Roma. Nel 1998 viene eletto Presidente dell’Accademia Nazionale di San Luca e nello stesso anno muore a Savona.